Elaborazione

Il metodo di studio viene spesso interpretato dai ragazzi in termini pratici, come la competenza nella creazione di riassunti, mappe concettuali, strategie di sottolineatura o di ripetizione. Tutto ciò fa parte del metodo di studio ma certamente non lo esaurisce, si tratta infatti di competenze che fanno parte dell’elaborazione attiva del materiale.

L’elaborazione è il mettere insieme i pezzi di ciò che stiamo studiando, mettendoli in relazione agli altri contenuti già acquisiti, e rappresenta probabilmente anche la parte del metodo di studio su cui è possibile trovare più strategie e strumenti pratici.

Il rischio che spesso gli studenti corrono nell’approcciarsi al metodo di studio è infatti di ridurlo alla sola elaborazione senza considerare i restanti fattori (motivazione, organizzazione, concentrazione, gestione emotiva, ecc.) e ancor più nello specifico di ridurre l’elaborazione stessa ad una serie di strumenti e strategie molto pratiche in cui si è più o meno competenti.

Certamente avere una buona valigetta degli attrezzi è utile ed importante nella pratica quotidiana dello studente, tuttavia il concetto di elaborazione è molto più vasto della sola pratica. Per elaborazione intendiamo infatti come il nostro cervello si comporta davanti ad 

un contenuto e può presentare caratteristiche diverse:

  • categorizzazione: ovvero l’utilizzo di categorie più o meno ampie che possano racchiudere elementi simili, chiarendo l’ambito di riferimento
  • concettualizzazione: l’organizzazione delle nozioni in concetti semplici o articolati
  • dipendente/indipendente dal contesto (campo): ovvero come il contesto in cui l’informazione è collocata e come il metodo di insegnamento influenzano il grado di comprensione dell’informazione;
  • livellamento/acutizzazione: un meccanismo simile alla categoriazzazione, che tende a rendere simili eventi diversi (creando associazioni) o ad accentuare le diversità per coglierne le peculiarità singolari;
  • messa a fuoco: ovvero il diverso grado di estensione dell’attenzione
  • convergenza/divergenza: la capacità di cercare e trovare soluzioni convenzionali o non convenzionali al problema, utilizzando anche ciò che comunemente viene chiamato pensiero creativo o “laterale”;
  • automatizzazione: la capacità di svolgere un compito in modo automatico una volta appresi dei modelli, delle linee guida, delle abitudini da seguire,
  • riflessività/impulsività: prendendo in considerazione il diverso grado di capacità di inibire risposte immediate dei singoli studenti.

Tutti questi fattori e caratteristiche diverse vanno a sommarsi nello stile cognitivo di elaborazione individuale di ciascun studente, dando vita a molteplici approcci allo studio che si differenziano da studente a studente.

Nei processi orientativi scolastici, per la scelta del percorso di secondo grado, fra i precedenti fattori acquista un valore particolare la dipendenza/indipendenza dal contesto (campo) distinguendo studenti dipendenti dal campo che necessitano di un ambiente di apprendimento ben strutturato (guida esplicita, istruzioni chiare, feedback informativo, ecc…) e studenti indipendenti dal campo che invece necessitano di una maggior autonomia, potendo scegliere tra materiali e strategie di apprendimento.

L’elaborazione rappresenta un nodo nevralgico del metodo di studio soprattutto per le sue applicazioni pratiche al processo di apprendimento, tuttavia è necessario innanzitutto riflettere su di noi e conoscere come funzioniamo nell’elaborazione dei dati, solo da tale consapevolezza potremo definire le strategie pratiche per lo studio individuale e di gruppo.